Caravaggio e Roma

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Genio e sregolatezza, passione e amarezza, drammaticità e salvezza: questi tutti gli ingredienti della vita e dell’ opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio, pittore che rivoluzionò la tecnica pittorica secentesca e soprattutto, non si piegò mai alle regole di un sistema che lo usò, non permettendogli però mai di esprimere la sua vera creatività, troppo rivoluzionaria per l’epoca.

Sono noti i destini delle tele “rifiutate”, oggi le più ammirate tra i capolavori del maestro, scandalose ai suoi tempi, come burrascosi furono i rapporti con i suoi protettori: il cardinal Del Monte ed il Marchese Vincenzo Giustiniani.

Un viaggio alla scoperta delle tracce lasciate da Caravaggio a Roma, dove lavorò e visse per molti anni, fino alla rocambolesca fuga dopo una condanna a morte emessa contro di lui, reo di aver ucciso un avversario al gioco della pallacorda a Campo de’ Fiori.

L’itinerario comincia con la Chiesa di S. Luigi dei Francesi, situata in una posizione strategica, a metà strada tra Pantheon e Piazza Navona, vicinissima all’abitazione del Marchese Giustiniani.

Qui sono conservate le tele della “Vocazione di S. Matteo“, “S. Matteo e l’angelo” e “Il martirio di S. Matteo“: le tre opere risplendono di luce propria collocate nel contesto originario della Chiesa, colpendo il visitatore con la loro forza intrinseca e stupendo per l’umanità dei personaggi e la drammaticità delle situazioni.

Il percorso prosegue non troppo lontano da qui, nella Chiesa di S. Agostino, dove si può ammirare la “Madonna dei Pellegrini” che fece scandalo all’epoca perché mostrava in primo piano i piedi sudici dei due poveri pellegrini che bussano alla porta della Vergine. Lei stessa è rappresentata come una donna qualunque, molto semplice e lontana dall’iconografia reale cui il pubblico era abituato.

Il percorso si conclude con la visita alla Chiesa di S. Maria del Popolo, in cui il visitatore potrà ammirare la “Caduta di S. Paolo” e il “Martirio di S. Pietro“, due tele diverse ma speculari, che avvicinano e allontanano i Principi degli Apostoli, accomunati dalla morte per Cristo, colti in due momenti ricchi di pathos, quando la loro Fede, messa in discussione dalla sofferenza lo distorse nel corpo e nei lineamenti, mostrando i due Apostoli nella loro estrema umanità, sotto una luce livida e  impietosa.

A scelta si potrà abbinare al percorso una visita alla Galleria Borghese, dove sono conservate le tele: “Bacchino malato“, “Davide con la testa di Golia“, “Fruttaiolo“, la “Madonna dei palafrenieri“, “S. Giovanni Battista” e “S. Gerolamo scrivente“.