Grande festa alla Vucciria per il ritorno del coccodrillo impagliato, mascotte del mercato storico. A Palermo non ci sono mai stati coccodrilli vivi, eppure una leggenda metropolitana vuole che quello appeso in una vecchia drogheria del mercato della Vucciria, sia stato pescato nelle acque del Papireto, uno dei due fiumi che lambivano l’antica città fino alle soglie del ‘500. E’ tutta colpa del poeta Antonio Veneziano che alla fine del ‘500 dettò i versi per le statue che rappresentavano i fiumi nella celebre Fontana Pretoria, gioiello del barocco: alla statua del Papireto attribuì un collegamento con il fiume Nilo e poiché nel fiume palermitano crescevano sul serio i papiri, era naturale che dovessero esserci anche i coccodrilli. Il Senato palermitano, sempre a caccia di illustri radici, gongolava: i cittadini non solo erano discendenti dei Fenici, ma anche dei Faraoni. In realtà i coccodrilli facevano parte dell’arredo delle botteghe degli speziali. Il vecchio coccodrillo del Papireto fu descritto una prima volta nel 1612, alla Guilla, poi fu collocato alla Vucciria, dove dall’800 in poi viene ripetutamente segnalato fino a diventare un simbolo del mercato. Adesso il coccodrillo, dopo anni di oblio, è tornato al suo posto, per iniziativa del proprietario, Francesco Amodeo. E in suo onore è stata fatta una bella festa a cui i palermitani hanno dato un grande contributo, fornendo i propri racconti sul coccodrillo, a metà fra storia e leggenda.
Dal 17 gennaio al 19 gennaio 2011 dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00



